Nel 2023, Londra ha perso l’80% delle sfilate di moda di lusso rispetto al decennio precedente, con un esodo verso Parigi e Milano che ha ridisegnato la mappa creativa europea. Ora Alexander McQueen annuncia il ritorno nella capitale britannica per la Spring/Summer 2027, con un show co-ed a settembre 2026. Per chi scrive di alta gioielleria, questa notizia non parla solo di abiti: parla di come il palcoscenico influenzi la percezione dei gioielli. Quando un marchio come McQueen sceglie una città, sta implicitamente decidendo quale luce, quale architettura e quale pubblico faranno da cornice ai dettagli preziosi – e per un gioielliere, la cornice è metà dell’opera.
La geografia emotiva del gioiello
Londra non è mai stata solo una vetrina: è il luogo dove il contrasto tra gotico e industriale genera un’estetica unica, fatta di ossidazioni volute, di oro annerito, di pietre grezze incastonate in strutture che sembrano scheletri. McQueen, sotto la direzione di Seán McGirr, ha già mostrato una predilezione per metalli martellati e perle non perfette, quasi fossili. Il ritorno a Londra potrebbe intensificare questa tensione: immaginate un gioiello che si ispira ai dettagli architettonici di Battersea Power Station o alle texture dei giardini vittoriani abbandonati. L’alta gioielleria, quando si lega a un luogo, smette di essere oggetto e diventa paesaggio portatile.
Il co-ed come specchio per le collezioni unisex
La scelta di un show co-ed per il 2027 non è un dettaglio minore: nell’alta gioielleria, la distinzione di genere sta collassando da anni, ma pochi brand hanno osato presentare collezioni maschili e femminili insieme in una sfilata. McQueen potrebbe sfruttare questo palco per ridefinire i codici del gioiello da polso o da collo, pensando a forme che non appartengono a un genere ma a un gesto. Un anello a fascia larga in oro nero con inserimenti di diamanti grezzi funziona su una mano maschile o femminile se il design è scultoreo e il volume è studiato sul movimento. La mossa di McQueen potrebbe spingere altri marchi a rivedere le proprie presentazioni, e i gioiellieri indipendenti londinesi – da Stephen Webster a Shaun Leane – ne trarranno beneficio, ritrovando un palcoscenico che amplifica la loro estetica radicale.
Oro, acciaio e memoria: cosa manca a Londra
Dal 2023, data dell’ultima sfilata londinese di McQueen, il distretto di Hatton Garden ha visto un incremento del 12% nelle richieste di gioielli customizzati con materiali non convenzionali, come acciaio chirurgico e titanio anodizzato. Questo dato non è casuale: la città ha una fame di gioielli che raccontano storie di rottura, non di continuità. Il ritorno di McQueen potrebbe catalizzare questa tendenza, spingendo l’alta gioielleria verso una fusione tra artigianato londinese e avanguardia. Non aspettatevi diamanti perfetti o perle rotonde: il nuovo corso sarà fatto di inclusioni volute, di superfici che trattengono l’impronta del polpastrello, di chiusure che scattano come serrature. Londra, con la sua pioggia e i suoi mattoni neri, è il teatro ideale per gioielli che sembrano sopravvissuti a un incendio – e McQueen lo sa.





